sabato 25 agosto 2012

Plastica ? ma sì, facciamoci una borsa


La mia nonna -Dio benedica la sua anima- soleva dirmi sorridendo :"una ne pensi e cento ne fai !".
Di sicuro mi conosceva molto bene e credo davvero avesse ragione.
Parafrasando Totò: creative si nasce ed io modestamente la nacqui.
Certo, esistono giorni più fecondi di altri, è normale, ma in genere la mia fantasia assomiglia ad un vulcano in costante eruzione, i piroclasti della quale sono idee, progetti, avventure creative di genere variegato e multiforme. Alcune di queste invenzioni restano ai box di partenza, scartate in prima istanza; altre sono del tipo che io chiamo "pensato e realizzato", ovvero detto-fatto; poi ci sono quelle che vengono sul momento accantonate -ed il motivo di questa ibernazione viene prontamente annotato nel mio diario creativo- per essere successivamente, al momento opportuno, riscoperte e valorizzate.
A tal proposito, da un bel po' di tempo accarezzavo l'idea di realizzare una borsa a retina, sì esattamente  del tipo usato dalle nostre nonne e mamme per fare la spesa. Ho il vivido ricordo di un film degli anni quaranta interpretato dall'immensa coppia Magnani-Fabrizi -Campo de' Fiori- nel quale si possono vedere le massaie romane fare compere nel famoso mercato di quella straordinaria piazza, utilizzando appunto le borse suddette.
Erano comodissime, resistenti, ecologiche "ante litteram", ed azzardo, lo voglio dire, anche sciccose.
Quindi l'idea c'era, anche sufficientemente chiara e strutturata: inoltre sapevo già  come realizzarla in pratica; ergo mancava soltanto la materia prima. Quale scegliere?
Faccio presente che desideravo una borsa a retina solida, facilmente trasportabile e richiudibile. Pertanto molti materiali si escludevano da soli. Pensa che ti ripensa, passando in rassegna mentale le varie possibilità senza trovare quella ad hoc, alla fine ho deciso di uscire per negozi con lo scopo di trovare la giusta ispirazione. Spesso, lo sappiamo, il metodo funziona.
Sarò breve: mi trovo a curiosare in uno di quei bazar dove trovi di tutto, "dall'ago al milione", veri e propri eldorado per creative come noi, quando la lampadina dell'ispirazione si accende mercè l'inconsapevole contributo di un gran bel ragazzo. Succede questa sincronicità: l'adone chiede alla commessa dove trovare il nastro adesivo, io che ero lì nei paraggi anche per fini contemplativi di cotanta bellezza  capto al volo e in un battibaleno ricordo che serve anche a me, quindi getto istintivamente lo sguardo verso la scaffalatura indicata dalla tipa, dove tra nastri adesivi di vari colori mi appaiono in tutto il loro splendore dei gomitoli di plastica colorata.
E' il caso di dirlo: Eureka!
E' un attimo. Dimentico nastro, commessa e bel figliuolo e faccio razzia di quei meravigliosi gomitoli lucenti e colorati.
Adesso sì, ne sono certa, la borsa nascerà.










Borsa richiudibile in plastica - chiusa





Borsa richiudibile in plastica - aperta


La borsa, non voglio dire inaspettatamente perché una volta realizzata ne ho capito subito le potenzialità, ha avuto successo. Già tre signore l'hanno richiesta, oltre alla cassiera del citato negozio che mi ha visto tornare, con la borsa a tracolla, a comprare ancora gomitoli, di vari colori.


Qui sotto trovate una versione più piccola della borsa, totally white. E' pensata per contenere tutto il necessaire da portare con sé sulla spiaggia.

Borsa in plastica richiudibile in versione piccola - chiusa






Borsa in plastica richiudibile in versione piccola - aperta




Melissa consiglia: potete ottenere del filo riciclando le buste di plastica, ma non quelle di ultima generazione, poichè -per fortuna- si biodegradano velocemente



Coraggio, siate creative!
A presto, Melissa








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