mercoledì 17 luglio 2013

Chi ha paura delle meduse?

Carissime,
anche quest'anno, nell’amatissimo mare nostrum, assistiamo alla comparsa di meduse e puntuale si ripete uno stanco e logoro copione…Frotte di bagnanti si scatenano in quello che sembra essere il loro sport preferito (ma giocate a beach-volley per favore!) ovvero fanno a gara a chi riesce a spiaggiare più esemplari di scifozoidi (tranquille, non è una parolaccia: è il nome della classe a cui appartengono le meduse), il tutto accompagnato da urla barbariche e scomposti schiamazzi.
Davvero non voglio dilungarmi a deprecare, tantomeno in questa sede, tale comportamento. Ognuno lo valuti da sé. Chi mi segue conosce bene il mio pensiero riguardo a come l’uomo deve relazionarsi con la natura, con il creato.
In due parole: rispetto assoluto.
Desidero invece cogliere al volo l’occasione per conoscere più da vicino le meduse, fermamente convinta che ciò che conosciamo -proprio per questo- ci fa meno paura.


Da un punto di vista zoologico le meduse sono animali che vivono in mare (pelagiche) nutrendosi di microrganismi (plancton). Possiamo sicuramente definire l'anatomia di questi animali basica, essendo ridotta all'essenziale: una bocca, una cavità digerente ed i tentacoli.

Una curiosa particolarità consiste nel fatto che la maggior parte di esse ha una riproduzione che alterna generazioni a morfologia diversa: la medusa appunto, che nuota tramite contrazione corporea e che si riproduce sessualmente ed il polipo (da non confondere con il polpo) che resta fisso sul fondale marino e che si riproduce asessualmente.
Ma veniamo alla cattiva fama che accompagna le meduse, cercando di stabilire se è fondata o meno.

La medusa possiede nei tentacoli -attenzione, soltanto lì- delle cellule altamente specializzate contenenti una sostanza urticante, cellule che si attivano quando vengono sfiorate provocando al malcapitato di turno una reazione infiammatoria.
Ci sono delle meduse davvero molto pericolose, il cui "tocco" può risultare mortale per l'uomo: si tratta delle cosiddette cubomeduse, di piccole dimensioni (massimo 15 cm) che vivono esclusivamente nei mari tropicali. 
Per quanto riguarda le meduse che possiamo trovare dalle nostre parti, la loro pericolosità aumenta in funzione delle zone del corpo colpite e soprattutto del grado di sensibilità del soggetto.


Naturalmente ci sono meduse più urticanti di altre ed alcune praticamente innocue come la bellissima Rhizostoma pulmo.


Rhizostoma pulmo foto di Dario Romeo

Amiche, avrei ancora tanto da raccontarvi sulle meduse ma non voglio correre il rischio di tediarvi con descrizioni e termini tecnici. Se sarò riuscita a fornirvi un nuovo punto di vista su queste splendide creature che danzano silenziose nel mare mi riterrò soddisfatta.
I have the dream... che un giorno sulla battigia possa ascoltare una madre trasmettere al proprio figlio un messaggio non di paura e di aggressività, ma di rispetto ed attenzione per ogni creatura vivente.



Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli. 

Proverbio Indiano



Medusa  libera


medusa spiaggiata dall'uomo.
 Da notare il mozzicone di sigaretta



Nel frattempo, per ingraziarmi le meduse e come rito apotropaico anti puntura, ho realizzato degli esemplari in amigurumi grandi e piccoli: diventeranno ciondoli e portachiavi da sfoggiare come simbolo dell'estate 2013!







Approfondimenti: 
Per conoscere le specie presenti nel Mediterraneo andate qui 
Per sapere cosa consigliano gli esperti in caso di puntura andate qui




Coraggio, siate Creative! 
Alla prossima, Melissa




1 commento:

Naomi G ha detto...


Ciao compliementi per il tuo blog è bellissimo mi sono iscritta come follower se ti va passa anche da me
a presto ciao

http://nailartpassopasso.blogspot.it/

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