20 novembre 2011

Ho una certa predilezione per l’uncinetto

Lavori femminili era il termine che si usava, non troppo tempo addietro, per indicare tutte quelle abilità manuali che le giovani donne imparavano, a casa ed a scuola, e che erano indispensabili per formare una perfetta massaia o donna di casa che dir si voglia.

Amiche ed amici state tranquilli, non ho intenzione di affrontare gli aspetti sociologici ed esaminare gli evidenti cambiamenti che ha subito la nostra società in appena cinquant’anni.

Voglio invece porre alla vostra attenzione due riflessioni.

I cosiddetti lavori femminili in generale e l’uncinetto in particolare, non devono, a mio avviso, essere considerate arti minori. Avete mai avuto l’occasione di ammirare un pizzo d’Irlanda o una trina di Orvieto? Avete mai avuto fra le mani un copriletto lavorato all’uncinetto come un pezzo intero? Credo che si resti incantati davanti a tanta bellezza e maestria.

E’ innegabile che nell’immaginario collettivo la figurina china che in silenzio è  intenta a creare capi di corredo per sé e per i familiari, poco si concilia con le donne moderne e scattanti che hanno spesso mille interessi, sempre in corsa contro il tempo.

Ebbene non sono d’accordo.
Il punto è che una cosa non esclude l’altra, ovvero possiamo essere donne calate pienamente nella realtà odierna pur mantenendo un legame col mondo delle nostre nonne e mamme, e allora sì che diventiamo ultra-moderne riuscendo a godere i privilegi di oggi e concedendoci il piacere di strizzare l’occhio al nostro passato.

Ritagliatevi uno spazio e un tempo tutto per voi e lasciate che la fantasia guidi le vostre mani … non importa se all’inizio non saranno dei “capolavori”.

Lo scrittore Hermann Hesse era consapevole che i propri acquarelli non fossero delle opere d’arte ma ciò poco gli importava: a suo dire, dipingere gli procurava un grande piacere e continuò, nonostante i risultati non sempre fossero soddisfacenti.


Coraggio, siate creative!


A presto, Melissa.


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