1 marzo 2014

Festa delle donne? No grazie, anzi sì ma a modo mio





Carissime, 
questo blog nato per parlare di uncinetto, inevitabilmente parla di tanto altro e altrettanto inevitabilmente, sfidando la mia quasi patologica ritrosia a dire di me, qui vi racconto di ciò che amo, dei miei gusti e perché no, anche delle mie antipatie.
A tal proposito, avete presente quando "a pelle", ancor prima che razionalmente, una tal persona, un oggetto, un'idea, proprio non vanno giù? Ecco, è proprio questo il caso della cosiddetta festa delle donne, oramai vicinissima. Questa ricorrenza mi fa venire l'orticaria, proprio non la sopporto, la trovo una farisaica pagliacciata di pessimo gusto. Quanno ce vò ce vò!
Io sono per noi donne al 110% -e ci mancherebbe!- e proprio per questo non credo che siamo una specie protetta in via d’estinzione, da difendere, da incensare  per un solo giorno all'anno, con una falsa, tremendamente fastidiosa retorica  che sgocciola come un’insulsa ed appiccicosa melassa. E vogliamo parlare delle cene che l'otto di marzo si organizzano per le donne, esclusivamente per loro, con menù ad hoc, infarcendo il tutto con qualche squallido spettacolino hot "women only" ?
Per carità di patria sorvoliamo o come dicevano i nostri padri stendiamo un velo pietosissimo su tutto ciò. Per grazia di Dio io ho un’idea ben precisa di ciò che è la donna, o almeno di ciò che dovrebbe essere, ovvero ben altra cosa rispetto a ciò che queste carnevalate vorrebbero dare ad intendere, quindi l'otto marzo nada de nada, grazie tanto ma  passo oltre e guai a farmi gli auguri, si rischia di ricevere in cambio non un compiaciuto sorriso di cortesia ma una delle mie famose pungenti e sferzanti  rispostacce.
C’è poi un  aspetto che proprio mi fa quasi urlare di sdegno ed è l’utilizzo indiscriminato di fiori di mimosa: vi siete mai soffermati a guardare un albero di mimosa in fiore? E’ uno spettacolo che mette gioia, che dà una sensazione di freschezza, con il cuore che esulta per la primavera in arrivo… Ed invece tali meraviglie vengono denudate di prepotenza e se ne fanno tanti rametti, spesso orribilmente spelacchiati perché tenuti in frezeer, infiocchettati, striminziti, senza odore e per giunta carissimi, insomma uno strazio. E allora se proprio dovete e volete ad ogni costo festeggiare l’otto marzo, ebbene, almeno non fatevi regalare la mimosa ed in alternativa fatela voi, magari all’uncinetto: io ne ho fatto una spilla.





Oppure indossate qualcosa di giallo come la stola che ho realizzato in un batter d’occhio (è davvero facile da fare) a maglia rovescio con i ferri grossi: calda, leggera e che vi vestirà sicuramente di festa.








Per concludere care amiche mie, ritengo proprio si sia capito, per me la festa della donna è 365 giorni all'anno, un giorno in più nei bisestili. E su questo credo che ognuna di noi, pro o contro l'otto marzo che sia, possa trovarsi assolutamente d'accordo.

Un caro abbraccio creative a tutte,
Alla prossima, Melissa 


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